Nella letteratura scientifica anglosassone con l’acronimo M.U.S. si fa riferimento ai più comunemente denominati sintomi vaghi e aspecifici: essi non corrispondono a patologie correlate a dati clinici conclamati ma rivestono un ruolo non trascurabile di correlazione con vere e proprie patologie croniche specifiche, benigne e maligne. Tra i vari sintomi, definiti vaghi, possiamo riconoscere la stanchezza cronica, i disturbi del sonno o dell’appetito, l’irritabilità del colon o stipsi, i disturbi del tono o dell’umore, le sindromi dolorose aspecifiche ecc.

Tali disturbi, presenti singolarmente o talora più d’uno contemporaneamente, sono spesso sottostimati, non collegati a precise patologie o ancor peggio declinati come sintomi di tipo psicosomatico o psicosociale, impedendo il loro trattamento così come la prevenzione di gravi malattie che possono essere collegate o consequenziali ad esse .

Tra queste ricordiamo:

  • Malattie infiammatorie croniche quali artrite reumatoide, artrite psoriasica, polimialgia reumatica, fibromialgia, sindrome da stanchezza cronica.
  • Riduzione delle difese immunitarie (malattie auto-immunitarie) come dermatite atopica, psoriasi, congiuntiviti allergiche, sclerosi multipla, malattie tumorali (in particolare della mammella, prostata, colon-retto).
  • Obesità addominale, diabete, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia.
  • Patologie cardio-vascolari, infarto miocardico, ictus cerebrale.
  • Osteoporosi.
  • Patologie delle vie respiratorie (riniti allergiche, forme asmatiche).
  • Sindrome dell’ovaio policistico.
  • invecchiamento precoce.
  • Ecc.

La difficoltà di diagnosi di tali disturbi deriva sia dalla frequente difficoltà, da parte del paziente stesso, di descrivere con chiarezza e/o riconoscere questi sintomi, sia per l’assenza di riscontri organici evidenziabili dai normali esami di routine.

Un importante strumento di valutazione e di controllo nel tempo dei MUS è il dispositivo biomedico diagnostico per l’analisi della composizione corporea BIA.

Al centro dei meccanismi di infiammazione cronica stanno l’attivazione persistente dell’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrenalico) e la conseguente alterazione della secrezione cicardiana (il normale ritmo di secrezione nel corso della giornata) dell’ormone cortisolo, che dovrebbe essere massimo al mattino (o acrofase, entro le primissime ore del mattino) per poi calare gradualmente durante il corso della giornata fino al suo minimo nelle ore notturne.

Al contrario un livellamento nel corso della giornata del livello di cortisolo, legato a stress cronico ( alimentare-metabolico, fisico o psichico), si associa alla manifestazione delle numerose patologie prima citate (aumento glucosi ematico, stimolazione SNSimpatico, riduzione tasso metabolico e funzione riproduttiva, depressione sistema immunitario).

La stessa cronicizzazione dei processi infiammatori causa l’attivazione persistente dell’asse HPA, attraverso le alterazioni degli elettroliti intra- ed extracellulari portando a disidratazione e col tempo a riduzione dei sistemi tampone fosfato e bicarbonato, con seguente ridotto turnover osseo, alterazione dei potenziali di membrana cellulare e mal funzionamento delle cellule muscolari e nervose (stanchezza cronica, crampi, alvo alterno, aritmie-tachicardia, stati ansiosi, panico).

 

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Quando un soggetto, al termine dell’intervista in fase di anamnesi, presente sintomi vaghi MUS quasi certamente siamo in presenza di uno stato di infiammazione: attraverso la BIA e la consulenza professionale dello staff Chinesiofit, è possibile valutarne l’eventuale stato cronico o meno, creando successivamente un piano d’azione ben preciso, attraverso un intervento dal punto di vista nutrizionale, dello stile di vita e dell’attività fisica, per ripristinare l’equilibrio costituzionale, ormonale, autonomico e metabolico.

Non sottovalutare questi sintomi apparentemente innocui, ne va della tua salute!

Alberto Mamini – Chinesiofit

 

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